domenica 9 settembre 2007

Benvenuto piccolo Ale!


Auguri a Silvia e Giuseppe per la nascita del piccolo Ale!
...e noi altre quattro Saporite della rosa allargata siamo diventate zie!

per ciuffo che parte...

Non bisogna essere tristi prima di una partenza. Una partenza è necessaria per tornare ad incontrarsi. Ed un incontro, dopo un momento o dopo tutta una vita, è qualcosa di inevitabile se ci vogliamo bene per davvero.
I ricordi costruiscono un cammino che arriva fino al cuore e fa in modo che ci sentiamo sempre vicini, anche se in realtà siamo lontani l’uno dall’altro.
Non dico mai addio a nessuno. Non lascio che le persone più vicine a me se ne vadano. Le porto assieme a me dove vado.
Un vero amico è qualcuno capace di toccare il tuo cuore dall’altra parte del mondo.

venerdì 7 settembre 2007

Volo di farfalle



Farfalle che aprite le porte delle nuvole,
provo a seguirvi con ali costruite di sogni
Farfalle con le ali di pioggia e profumo dell’orizzonte,
farfalle dimenticate perché siamo adulti.
Gialle, bianche, rosse e variopinte,
piccole e grandi ali al vento.
Ore azzurre di gioco, liberi nei campi,
correndo tra risate, alzando le braccia
tra le farfalle che si alzano dal suolo.
Nel sogno contemplo ancora le ali
battendo l’aria, riempiendo gli occhi
di luce dorata che riempie l’anima.
E sono bimba di nuovo.
Cerco con lo sguardo
farfalle vagare nei dintorni.
Così, solo per vederle alzarsi in volo.














Le nuvole

Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell'airone o della pecora o di qualche altra bestia, ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri.

Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti, certe volte ti avvisano con rumore

Vanno, vengono, ritornano e magari si fermano tanti giorni, che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai

Vanno, vengono, per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

(Fabrizio De Andrè)

I colori puri dell'arcobleno

Lusso, calma e voluttà, 1904-05, olio su tela, Parigi, Musée d'Orsay.

Tante opere d'arte ho potuto osservare nel mio fantastico soggiorno a Paris, eppure questo dipinto ha catturato la mia attenzione, non appena è andato incontro al mio sguardo.
Matisse, definiva questa sua opera come "un quadro fatto con i colori puri dell'arcobaleno".
La scomposizione cromatica, con l’impiego a mosaico di tessere di colore più larghe, staccate e vibranti, fa sì che il colore si apra alla libera espressione dell’emozione.
La sua trama, che è simbolica ed immaginaria, entra in un rapporto intenso con la dimensione, extra-simbolica e al di là dell’immaginazione, del reale. La veduta reale si popola di figure di bagnanti e la semplice tovaglia apparecchiata sottolinea per contrasto l’irreale sospensione mitologica della scena.
Le immagini dipinte appaiono come fondamentalmente percepite in maniera privata e autonoma a seconda di chi le osserva ed evocano tutta una serie di significati provenienti dal registro dell’esperienza privata a cui ciascuno di noi accede soggettivamente, significati che esistono prima di qualsiasi comunicazione presente con l’altro.
Lusso, calma e voluttà, è il tentativo di Matisse di raffigurare l’ordine e la bellezza del paese sognato da Baudelaire in un verso, da cui ne ricava il titolo ed il tema del viaggio e della fuga verso un mondo e una dimensione ideale.
L’invito al viaggio

Guarda sui canali
dormire vascelli
di umore vagabondo:
è per assecondare
il tuo minimo desiderio
che vengono di capo al mondo.

I soli declinanti
rivestono i campi,
i canali, l’intera città,
di giacinto e d’oro;
il mondo s’addormenta
in una calda luce.
Laggiù tutto è ordine, bellezza,
lusso, calma e voluttà.

(Ch.Baudelaire, da I fiori del male, 1857)

giovedì 6 settembre 2007

Piccoli gesti


Basta una nota
per intonare un canto
per accordare i suoni
e danzare col vento.

Basta uno sguardo
per dire "ti sto accanto"
per scolpire un sentimento
nell'anima al tramonto.

Preghiera di un clown



(dal film Il più comico spettacolo del mondo)

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo. Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini. Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore. Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.

Antonio De Curtis - Totò

L'essenziale è invisibile agli occhi

Si vede col cuore (lenti scure)

Gli occhi di chi guarda il mondo attraverso lenti scure,
temono l'impatto con le forti tonalità della realtà,
colorata dalla gente che vive.
Le lenti scure, impediscono la visione dei colori, dunque eliminano la distinzione, netta, tra le cose che vediamo.
Le sfumature, però, sono sempre percettibili agli occhi, anche a quelli coperti da lenti scure.
Nettamente distinguibili, dunque, le sfumature vengono colte dagli occhi, anche attraverso una lente nera.
Che sia il cuore a renderle percettibili?