martedì 2 ottobre 2007

Viste & Sviste



Secnodo un pfrosseore dlel'Unviesrita' di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l'uinca csoa imnorptate e' che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato puo' serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si puo' legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?

lunedì 1 ottobre 2007



Dolce profumo misterioso
Avvolge la mia mente, i pensieri...
Sono seduta su una nuvola
Tutto il resto continua
E' solo un attimo
Dopo, sono qui
Ad assaporare il dolce e misterioso
Profumo della vita.

sabato 29 settembre 2007

Luna



La compagna incostante della Terra. Caricata di tanti significati e nomi. La luna ci risulta magica e ci ipnotizza, a volte ci sembra sinistra e misteriosa. Quando la Luna è nel quarto crescente, sembra che essa sorrida, ci sembra il sorriso della notte. E le notti di Luna nuova, come ci manca per rischiarare la notte e darci il suo splendore! Una notte di una forma e la seguente di un’altra, però sempre compiendo il suo ciclo. Incostante però affidabile. Associata ai Matti e ai Lunatici, alle fantasie infantili e alle melodie romantiche; essa sarà sempre associata all’immagine umana. Per ultimo, la Luna piena; rotonda, matura, che potrebbe dare luce in qualsiasi istante.

giovedì 27 settembre 2007

Filastrocca degli errori

Essere e avere

Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all'estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
- Io ho andato in Germania nel 1958, - diceva uno di loro.
- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: "sono andato"?
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
- Il verbo andare, - continuò il professor Grammaticus, - è un verbo intransitivo, e come tale vuole l'ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
- Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
- Un verbo intransitivo.
- Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d'altri... Lasciare la famiglia, i bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
- Certo... Veramente... Insomma, però... Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo "essere": io sono, tu sei, egli è...
Eh, - disse l'emigrante, sorridendo con gentilezza, - io sono, noi siamo!... Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: - Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi... Ma gli errori più grossi sono nelle cose!

Gianni Rodari

mercoledì 26 settembre 2007

Ssssshhh!!!.....

Una decrescita felice



Una decrescita felice
tempo che aumenta
parole che diminuiscono
meno gesti ma più intensi
che nascono e crescono
Una decrescita felice
emozione che aumenta
frasi che finiscono
nei sogni che uniscono
sguardi lontani
di vite che patiscono
Una decrescita felice
battito che aumenta
certezze che diminuiscono...

giovedì 20 settembre 2007

Dolce Dolore




Male dal bene
pioggia dal canto
cupo rumore dal silenzio
Male dal miele
neve dal caldo
pianto lento dal sorriso
Male dal fondo
foro nel profondo
dolce dal cuore un dolore.

Folli d'Amore


Quando si ama qualcuno e lo si lascia andare non lo si ama, forse, abbastanza? Oppure lo si ama così tanto da renderlo libero di scegliere con le proprie mani il suo cammino? Ma quando si ama qualcuno e lo si lascia andare non gli si nega, forse, la possibilità di scegliere noi? E' questo un gesto che nega la possibilità all'altro di sceglierci, di essere liberi di farlo. Dunque, quando si ama allora si è un pò folli, folli d'amore tanto da lasciare andare l'altro. Ma l'amore non è, dunque, follia? Quando si ama si è folli, folli d'amore.

domenica 9 settembre 2007

Vivo in bilico



In bilico
tra passato e futuro
In bilico
dunque nel presente
In bilico
i miei gesti, i sogni, le emozioni
In bilico
il cuore, la mente, l'anima
In bilico
mantengo l'instabile equilibrio
In bilico
il mio animo è altalenante
In bilico
mi guardo intorno e indietro
In bilico
faccio sogni colorati e speranzosi
In bilico
vivo.